Siamo in una botte di ferro

Fantastica intervista de ‘El Pais’ dedicato allo sceriffo d’Italia, il mitico Giancarlo Gentilini from Treviso. Come riporta Repubblica di oggi (ma consiglio anche l’intervista pubblica su ‘El Pais’)(http://www.elpais.com/articulo/internacional/aplico/fascismo/catolicismo/elpepiint/20080427elpepiint_8/Tes)

‘Io applico il fascismo e il cattolicesimo.’ Giancarlo Gentilini, il vicesindaco leghista di Treviso, ha svelato al quotidiano spagnolo El Pais a chi s’è ispirato per realizzare la sua politica di ‘tolleranza zero’ verso immigrati, nomadi, prostitute, gay, lavavetri, ambulanti e graffitari che gli ha meritato una certa fama a livello nazionale. Gentilini, che s’è vantato di essere lo ’sceriffo d’Italia’ (tempo fa propose la ‘pulizia etnica degli omosessuali’) ha ammesso di ‘aver imparato dal fascismo l’ordine e la disciplina’, insegnamenti che poi ‘ha applicato durante i suoi due mandati da sindaco’. ‘Fui educato alla mistica fascista -ha confessato- l’amore per il tricolore, le leggi e il prossimo’. il vicesindaco di Treviso, ricordando i suoi 9 anni al collegio San Pio X, ha spiegato di ispirarsi pure ‘alle leggi del cattolicesimo’, rispettando ‘la religione di stato ed eliminando gli intenti di costruire moschee’. E quindi ha proclamato di ‘applicare il vangelo secondo Gentilini’, ovvero, ‘la tolleranza a doppio zero e il rispetto delle leggi’. Dopo aver ricordato ‘di non essere xenofobo’, ha però subito precisato di ‘odiare le prostitute’ e di ‘non tollerare i nomadi’.

Penso che quanto dichiarato da costui si commenti da solo. Certo che un leghista ha un bel coraggio a dire di amare il tricolore. E purtroppo non penso arriveranno scomuniche da Roma verso chi si proclama 5° evangelista… 

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